Ultima modifica 02.09.2019

Articoli correlati: Sindrome di Ménière

Definizione

La sindrome di Ménière è una malattia dell’orecchio interno, caratterizzata da vertigini ricorrenti che risultano particolarmente debilitanti. Questo quadro clinico dipende da cambiamenti di pressione e volume nell’endolinfa labirintica, che influiscono negativamente sulla funzione dell’orecchio interno.

In circa la metà dei pazienti, viene colpito solo un orecchio.

I fattori di rischio comprendono un’anamnesi familiare di malattia di Ménière, preesistenti patologie autoimmuni, allergie, traumi cranici o all’orecchio e, in rari casi, sifilide.

La sindrome di Menière causa improvvisi attacchi di vertigine, che possono durare da poche ore fino a un giorno intero, per poi regredire gradualmente. Sintomi associati a tali episodi sono nausea, vomito, sudorazione e andatura vacillante.
I pazienti presentano, inoltre, acufeni (costanti o intermittenti, non correlati a posizione o movimento) e ipoacusia neurosensoriale, che caratteristicamente compromette la percezione delle basse frequenze.
Prima di un episodio, la maggior parte dei pazienti avverte una sensazione di pienezza o pressione nell’orecchio colpito.

La frequenza di comparsa degli attacchi è variabile. In genere, durante i primi stadi della sindrome di Menière, tra un episodio e l’altro intercorre un periodo privo di sintomi superiore a 1 anno; con il progredire della malattia, tuttavia, gli intervalli tra gli attacchi possono abbreviarsi a poche settimane. Nel tempo, inoltre, la compromissione dell’udito può persistere o peggiorare gradualmente, mentre gli acufeni possono divenire costanti.

La diagnosi della sindrome di Menière è principalmente su base clinica. Sintomi analoghi possono derivare da labirintite o neuronite vestibolare, neurinoma dell’acustico o ictus tronco-encefalico. Pertanto, allo scopo di escludere altre cause, i pazienti sono sottoposti ad audiogramma (esame che evidenzia caratteristicamente un calo d’udito per le basse frequenze nell’orecchio affetto). Nella valutazione, è utile anche la risonanza magnetica (con gadolinio) del SNC, con particolare attenzione ai canali uditivi interni.

Le vertigini che caratterizzano la sindrome di Menière tendono a essere autolimitanti. Durante un attacco acuto, le vertigini e la nausea sono trattate con anticolinergici (riducono al minimo i sintomi gastro-intestinali mediati dal vago) o benzodiazepine (utilizzate per sedare il sistema vestibolare). In qualche caso, l’assunzione di farmaci diuretici e l’adozione di una dieta povera di sale (< 1,5 g al giorno) contribuiscono a ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi. Quando la terapia farmacologica è inefficace, o gli episodi sono molto frequenti e gravemente invalidanti, è possibile ricorrere ad un'ablazione del sistema vestibolare con l’iniezione di gentamicina attraverso la membrana timpanica (labirintectomia chimica) o ad un intervento chirurgico (decompressione del sacco endolinfatico, neurectomia vestibolare o labirintectomia chirurgica).

Sintomi e Segni più comuni*

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del disturbo Sindrome di Ménière

La presente guida non intende in alcun modo sostituirsi al parere di medici o di altre figure sanitarie preposte alla corretta interpretazione dei sintomi, a cui rimandiamo per ottenere una più precisa indicazione sulle origini di qualsiasi sintomo.